Soldati Austroungarici nell'Hilfsplatz sul Monte Ortigara - Itinera Progetti Editore

Le verità sull’Ortigara

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Puntuale come ogni settimana torna la rubrica Mercoledì Storia, con approfondimenti e curiosità sulla storia militare.

Proprio fra il 24 e il 25 giugno del 1917 sul Monte Ortigara si svolsero alcuni dei combattimenti che decisero le sorti di questa battaglia.
Vogliamo quindi condurvi in una rievocazione di quei momenti attraverso le cronache austroungariche e italiane. Buona lettura!

Il punto di vista austroungarico:

[…] “La luce giallastra dei razzi illuminanti rischiarò per alcuni istanti la pietraia dell’Ortigara immersa nel buio della notte.
Quei pochi istanti dovevano bastare alle truppe già schierate per orientare ufficiali ed uomini, nel modo migliore possibile, sulla direzione d’attacco, la linea del nemico, così come sul terreno antistante, per garantire loro, nel momento in cui sarebbero scattati all’assalto, la sicurezza che era lecito attendersi.

La notevole vicinanza del nemico – che sul versante occidentale dell’Ortigara, separato da noi solo da una grossa dolina, non aveva lasciato trascorrere il tempo inoperoso, ma aveva potenziato la linea tanto duramente conquistata in un’aspra lotta uomo contro uomo, per condurre poi da lì, come risultò in seguito dalle affermazioni dei prigionieri, la battaglia decisiva contro l’ala sinistra del «C.d.A. di ferro» e rendere così possibile lo sfondamento verso Trento, offrendo al popolo italiano già duramente provato un compenso per l’ultima sconfitta sull’Isonzo – costringeva ad una particolare cautela ed al massimo sangue freddo.

Profondamente compreso dell’importanza dell’eroico incarico… ciascuno era al suo posto, per eseguire con precisione l’ordine di attacco che escludeva qualsiasi esitazione, per fare del proprio meglio e far passare al traditore welschen ogni ulteriore velleità di sfondamento.

Spaventoso quarto d’ora di attesa.

Se il nemico ci scopriva l’azione tanto ben preparata sarebbe stata messa in forse.

2.30 del mattino. Simultaneamente ai primi colpi dell’artiglieria scattavano le ondate degli assaltatori.

La notte, fino a quel momento così tranquilla, si mutò di colpo in un rosso, assordante inferno.
Non più i razzi illuminanti, ma le esplosioni delle granate illuminavano l’impervio mare di pietre, che i combattimenti precedenti avevano trasformato in una teoria di crateri, e rischiaravano così molto meglio la via alle truppe. […]

Se vuoi approfondire ricordi e cronache dei combattenti austroungarici che parteciparono alla battaglia dell’Ortigara visita la pagina del libro “La verità austriaca sull’Ortigara”, a cura di Paolo Pozzato

Il punto di vista italiano:

[…] Nella confusione, tra i colpi dell’artiglieria, il crepitio delle mitragliatrici, il caos che regna in entrambi gli schieramenti, intorno alle 18, dopo ore di battaglia, giungono gli alpini del Battaglione Cuneo che rioccupano il Passo dell’Agnella e la quota 2003 “con poche perdite e mantenute, facendovi prigioniero il presidio che, per sottrarsi alle raffiche delle nostre mitragliatrici si era rifugiato nelle caverne”.
Ancora dal racconto del Col. Biancardi le ultime ore trascorse sui rovesci dell’Ortigara: “Nella notte la situazione dei due settori del centro e di destra era la seguente: i passi alto e basso dell’Agnella e parte dei trinceramenti lungo il Costone Nord-Est di q. 2101 in nostro saldo possesso, verso Sud invece le truppe disponibili messe al riparo dei roccioni poco sotto la linea di destra (già occupata dal nemico) con posti di vedetta e d’allarme tra le due linee.

Alle ore 3.30 del 26 giungeva l’ordine per l’immediato ripiegamento dietro le nostre linee dei riparti che erano in misura di poterlo fare prima di giorno.

Avvicinandosi l’alba, ordinai che solo i rimasti del 9° Reggimento Bersaglieri ripiegassero, rimandando all’imbrunire dello stesso giorno 26 l’inizio del ripiegamento dei rimanenti.

Per disciplinare tale delicata operazione, diedi ordini particolari ai vari comandanti di riparto.

Il comando del settore di sinistra, avendo ricevuto direttamente l’ordine di ripiegamento, era intanto ripiegato coi battaglioni del 9° e 10° Fanteria.

Alle ore 9 giungeva l’ordine di mantenere al passo dell’Agnella ed a q. 2003 una tenue occupazione intesa ad indurre il nemico a credere che noi non avevamo rinunziato al proposito di riconquistare l’Ortigara; diedi in conseguenza ordini al Maggiore degli Alpini Gatto di costituire il riparto al quale doveva affidarsi tale compito. Nell’ordine stesso mi si dava facoltà di ripiegare quando credessi col personale rimastomi del Comando di Brigata.

Io rimasi sul posto fino alle ore 19,30 provvedendo allo sgombro dei molti feriti ancora giacenti senza soccorsi, al seppellimento di qualcuno dei moltissimi cadaveri e al ritiro di armi e materiali”.

La cronaca del sacrificio dei nostri fanti, alpini e bersaglieri rivive attraverso le pagine di “La verità italiana sull’Ortigara” di Paolo Volpato!

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