Postazione Inglese di confine tra India e Afghanistan - Itinera Progetti Editore

Le spie del Terzo Reich

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Torna puntuale anche questa settimana la rubrica MercoledìStoria.

La scorsa settimana vi abbiamo raccontato una breve pagina della storia afghana durante l’occupazione sovietica, oggi faremo un passo indietro nel tempo e vi parleremo di spionaggio in Afghanistan durante la Seconda Guerra Mondiale. Buona lettura!

[…] L’accordo anglo-russo del 1887 definì le rispettive zone di influenza nell’Asia centrale assegnando l’Afghanistan al Regno Unito.

Nel 1919 scoppiò la terza guerra afghana che si concluse con il riconoscimento dell’indipendenza del paese.

Il 17 agosto 1940 il governo di Kabul comunicò la propria neutralità, ma il governo britannico e russo richiesero ufficialmente che le autorità afghane gli consegnassero tutti i diplomatici, i militari e i civili di nazionalità giapponese, italiana e tedesca.

Il primo ministro afghano Mohammed Hashim considerò l’ultimatum russo-britannico come un insulto alla tradizionale ospitalità e neutralità afghana; tra il 5 e il 6 novembre 1941 si tenne una tradizionale loya jirga, ovvero una grande assemblea degli afghani, che decretò il rimpatrio dei militari e dei civili stranieri, tranne il personale diplomatico, accompagnati da una delegazione del Ministero degli Affari Esteri verso un Paese neutrale. […] […] Fino al 1941 le operazioni di intelligence tedesche in Afghanistan furono scarse e svolte per lo più da istruttori militari o tecnici, che gestivano principalmente la consegna delle armi acquistate dal governo afghano in Germania.

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La direzione della sede afghana dei servizi segreti venne inizialmente assunta dall’abile agente Oswald Rudolph Kattman, alias Rasmuss e, poche settimane dopo, dal capitano Dietrich Witzel, che era già a conoscenza delle operazioni in corso contro gli interessi britannici in India.

Assieme a questo ufficiale giunsero nella capitale anche i sottufficiali Zugenbühler e Wilhelm Doh.

Quest’ultimo lavorò come operatore radio e si occupò della gestione della radiotrasmittente installata nella Legazione tedesca.

I servizi di intelligence tedeschi richiesero al governo afghano il permesso per l’installazione di una radiotrasmittente sul confine indiano, permesso che però non venne mai formalmente concesso.

Per quanto riguarda la presenza italiana nel paese la rappresentanza diplomatica era garantita dal ministro plenipotenziario Pietro Quaroni e dal primo segretario Enrico Anzilotti. Non sono noti nomi di agenti del SIM che operarono in questo paese dell’Asia centrale.[…]

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